Domande Frequenti F.A.Q.

 

Warning sign Le risposte indicate in questa sezione devono considerarsi solo indicative: per qualsiasi ulteriore informazione potete contattarci e sopratutto rivolgerVi al Tribunale per i Minorenni competente per la Vostra città.


L’adozione è lo strumento attraverso il quale si provvede a dare una famiglia ad un minore abbandonato, cioè privato delle cure necessarie per la sua crescita e preparazione alla vita.
Tranne casi particolari, l’adozione è legittimante, cioè garantisce all’adottato le stessa condizione giuridica di un figlio procreato. Prevede di regola l’interruzione dei rapporti con la famiglia di origine.L’istituto dell’adozione si afferma a pieno nel nostro ordinamento solo nella seconda metà del XX secolo, quando è stato riconosciuto al minore il diritto ad avere una famiglia, e non più all’adulto il diritto ad avere un erede.

Dalla lettura della Legge 149/2001, l'art 6 dice : "comma 1. L'adozione è consentita a coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni. Tra i coniugi non deve sussistere e non deve avere avuto luogo negli ultimi tre anni separazione personale neppure di fatto.
comma 4. Il requisito della stabilità del rapporto di cui al comma 1 può ritenersi realizzato anche quando i coniugi abbiano convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio per un periodo di tre anni, nel caso in cui il tribunale per i minorenni accerti la continuità e la stabilità della convivenza, avuto riguardo a tutte le circostanze del caso concreto."sempre l'art. 6 della citata Legge prevede:"comma 3. L'età degli adottanti deve superare di almeno diciotto e di non più di quarantacinque anni l'età dell'adottando. comma 5. I limiti di cui al comma 3 possono essere derogati, qualora il tribunale per i minorenni accerti che dalla mancata adozione derivi un danno grave e non altrimenti evitabile per il minore. comma 6. Non è preclusa l'adozione quando il limite massimo di età degli adottanti sia superato da uno solo di essi in misura non superiore a dieci anni, ovvero quando  essi siano genitori di figli naturali o adottivi dei quali almeno uno sia in età minore, ovvero quando l'adozione riguardi un fratello o una sorella del minore già dagli stessi adottato Salvo quanto disposto dal 5° comma che consente al Tribunale di Minori di derogare da qualsiasi limite di età nel solo ed esclusivo interesse del minore ed al fine di risparmiargli un danno grave".


Adozione nazionale:
la domanda può essere presentata al Tribunali per i minorenni del luogo di residenza degli adottandi e ai Tribunale dei minorenni di altre località;
Adozione di minori stranieri:
La domanda può essere inoltrata esclusivamente al Tribunale per i minorenni del luogo di residenza degli adottanti che, se li ritiene idonei, emette un decreto che consente alla coppia di potersi rivolgere agli enti autorizzati per l'adozione internazionale.
Con l'entrata in vigore della legge di ratifica della Convenzione del L'Aja sull'adozione internazionale (Legge. n. 476/1998) Èobbligatorio avvalersi degli Enti autorizzati che operano in stretto rapporto con la Commissione per le adozioni internazionali anche per le adozioni di minori provenienti da Paesi che non hanno aderito alla Convenzione.

{slide=C'è un limite di età per adottare?}
L'età degli adottanti deve superare di almeno 18 e di non più di 45 anni l'età dell'adottando. Il Tribunale per i minorenni può prevedere ulteriori deroghe rispetto alla differenza di età tra gli adottanti e l'adottato.
Con una tale deroga, effettivamente, la nuova legge consente una adozione a genitori un già avanti con l’età di bambino molto piccoli secondo noi di Batya, qualche problema potrebbe esserci.Tanto per fare alcuni esempi: per la definizione della pratica di idoneità ci vuole mediamente un anno ed almeno altrettanto tempo si impiega per l'adozione internazionale (se non di più ed è la più veloce!) Per vostro figlio/a che alle elementari avrà un papà od una mamma sessantenne ed alle superiori (in piena crisi adolescenziale) settantenne, è la cosa più giusta? Ovviamente queste considerazioni sono del tutto personali e desiderano solo essere uno spunto di riflessione.


La richiesta di idoneità È unica e non esiste l'obbligo di scegliere l'una o l'altra anche se alcuni Tribunali per i Minorenni cercano di farne scegliere una solamente.
Comunque vi consigliamo di mettervi in contatto con BATYA dove potrete avere informazioni più dettagliate.

Di solito durante il corso dei colloqui con gli assistenti sociali e gli psicoligi può capitare che in quel particolare momento la coppia risulti non idonea; spesso viene chiesto di ritirare la domanda e di ripresentarla più avanti dopo aver risolto i problemi che hanno portato a quella scelta. A volte la coppia sceglie di completare il percorso e riceve una dichiarazione di non idoneità.
In questi casi, sempre molto delicati, occorrerebbe capire la motivazione di tale diniego e capire a livello di coppia cosa e come fare; noi suggeriamo di contattare direttamente la nostra associazione per un colloquio.
A norma di legge In generale quando si riceve un decreto di non idoneità si hanno 10 giorni di tempo per presentare ricorso in Corte d’Appello tramite un avvocato. Ribadiamo che Adozione non è dare un figlio ad una coppia ma dare una famiglia ad un bambino per cui occorrerebbe sempre un serio "esame di coscienza" prima di intraprendere questa strada


Il Tribunale per i minorenni dispone l'esecuzione di adeguate indagini da parte dei servizi socio-assistenziali degli enti locali e delle aziende sanitarie e ospedaliere sui coniugi che hanno presentato domanda di adozione e sceglie fra le coppie quella maggiormente in grado di corrispondere alle esigenze del minore.Le indagini riguardano l'attitudine a educare il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l'ambiente familiare degli adottanti, i motivi per i quali questi desiderano adottare./slide}

{slide=Adozione internazionale: a quale ente rivolgersi?}
Con l'entrata in vigore della legge di ratifica della Convenzione del L'Aja sull'adozione internazionale (Legge n. 476/1998) Èobbligatorio avvalersi degli Enti autorizzati che operano in stretto rapporto con la Commissione per le adozioni internazionali anche per le adozioni di minori provenienti da Paesi che non hanno aderito alla Convenzione.
L'elenco di tali Associazioni lo può aggiornato sul sito della commissione per le Adozioni internazionali
http://www.commissioneadozioni.it/


Non ci risulta che da nessuna parte della Legge sull'adozione si parli di "alte" condizioni economiche della famiglia aspirante all'idoneità per l'adozione; ci risulta al contrario che esistano sgravi fiscali ed aiuti.E' peraltro vero che una coppia di disoccupati, senza casa e con lo sfratto esecutivo in corso e, magari, con precedenti penali, Èmolto difficile che possa essere considerata idonea.
Visto che l'adozione è dare una famiglia ad un bambino e non dare un bambino ad una famiglia (ricca), pensiamo che non ci dovrebbero proprio essere difficoltà.
La Commissione adozione Internazionali e gli Enti autorizzati hanno concordato parametri di congruità dei servizi necessari affinché le adozioni si realizzino nel rispetto della legge e della Convenzione de L'Aja stabilendo il minimo e il massimo dei costi praticabili; tali tabelle sono consultabili sul sito alla sezione I COSTI DELL'ADOZIONE.
http://www.commissioneadozioni.it/


E' bene che i genitori informino il bambino, anche se adottato in tenera età,sulle sue origini, in modo corretto e precocemente, per non correre il rischio che egli lo apprenda tardivamente e in modo imprevedibile con le conseguenze di ferite affettive e di ribellioni comportamentali dolorosissime Scoprire di esser stati ingannati per anni da chi ha sempre affermato di amarti come un figlio non può che farti dubitare della genuinità di questo amore paterno e materno.Altre volte, quando il figlio è già un po' più grande, il genitore può non nascondere al figlio l'avvenuta adozione, ma preferisce non parlarne. Si può venire a formare allora una vera e propria "congiura del silenzio" tra il bambino che ha sofferto e non vuole pensare alle sue sofferenze passate e l'adulto che teme "il dolore del bambino" e preferisce non affrontarlo, Questo atteggiamento, ben lontano da aiutare il bambino, lo lascia solo nell'affrontare le sue paure e gli dà la sensazione che chi dice di amarlo non siadisposto ad aiutarlo.Un’informazione corretta richiede oltre che una personale sicurezza sul proprio amore, una capacità che non è trasmessa culturalmente e che quindi va appresa. Bisogna imparare a spiegare le ragioni che hanno portato alla sua adozione senza incrinare l’autostima del bambino ("non mi hanno tenuto perchè‚ io non sono abbastanza bravo/bello";). Ma anche: come spiegare questa realtà in modo che ad altri, ancora legati agli schemi tradizionali del figlio "vero"che è solo quello di sangue, il bambino possa rispondere senza andare in confusione o essere turbato.


Quasi tutti i 15 mila minori ancora ricoverati nelle strutture residenziali non sono in stato di adottabilità e quindi non sono adottabili.
La stragrande maggioranza dei minori ricoverati potrebbe ritornare nella famiglia di origine se fossero forniti dagli enti pubblici i necessari interventi dis ostegno socio-economici; per gli altri occorrerebbe provvedere mediante l'affidamento familiare a scopo educativo e, in certi casi particolari,tramite l'inserimento in piccole comunità aventi al massimo 6-8posti.


Nella legislazione italiana il divorzio annulla definitivamente gli impegni assunti nel precedente matrimonio e, di conseguenza, la persona o le persone divorziate posso risposarsi alla stessa stregua possono presentare domanda di adozione.
Lo status di "ex divorziato" che si acquisisce dopo il secondo matrimonio non impedisce la possibilità di adottare. Il problema, se problema si può chiamare, è che per presentare domanda occorre, come previsto dall'art. 6 della Legge 149/2001, una convivenza di almeno tre anni.
Qualsiasi e più precisa informazione la potrete avere dal Tribunale per i Minorenni a cui dovrete, comunque, rivolgervi

L'Art. 25 della Legge 149/2001 che ha modificato l'art. 44 della Legge 184/83 al secondo capoverso dice testualmente:
1. L'articolo 44 della legge n. 184 È sostituito dal seguente:
"Art. 44. - 1. I minori possono essere adottati anche quando non ricorrono le condizioni di cui al comma 1 dell'articolo 7:
a) .........................
b) dal coniuge nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell'altro coniuge;
Il fatto di specificare che la possibilità è offerta " ...nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo ..." sta a significare, secondo noi, che tale possibilità è offerta a maggior ragione per i figli "naturali" di uno dei coniugi.
Circa la seconda parte del quesito secondo noi, con l'adozione ai sensi dell'art. sopra richiamato, il minore assume il doppio cognome ed ha facoltà di usare i due cognomi indifferentemente uniti o singolarmente.Maggiori informazioni le potranno comunque essere fornite dal Tribunale per i Minorenni competente per la sua città.

Se non avete trovato in questa lista risposta alle vostre domande e/o avete dubbi contattateci!

"Altre" domande

ed ecco tutta una serie di "domande" sulle quali è meglio fare chiarezza subito


No, le procedure di adozione escludono la possibilità che si possa scegliere uno specifico bambino come figlio.
In alcuni casi, nell’Adozione Internazionale, la scelta dell'ente autorizzato influenza la provenienza del minore da un’area geografica determinano l’etnia e, in parte, l’età.

No non è possibile; la legge italiana con l'entrata in vigore della legge di ratifica della Convenzione del L'Aja sull'adozione internazionale (Legge n. 476/1998) obbliga ad avvalersi degli Enti autorizzati che operano in stretto rapporto con la Commissione per le adozioni internazionali anche per le adozioni di minori provenienti da Paesi che non hanno aderito alla Convenzione.


intanto è sempre "qualcuno che conosce qualcuno" mai una esperienza diretta. Sopratutto è un REATO PENALE!
La legge italiana tutela sia il minore che la famiglia. Mettersi nelle mani di ORGANIZZAZIONI CRIMINALI non è la soluzione


No, l’adozione a distanza che si dovrebbe meglio definire ”sostegno a distanza“ è molto differente dall’adozione. Nell’adozione la coppia deve seguire un percorso articolato al fine di essere idonea e autorizzata ad accogliere un bambino in stato di abbandono e diventarne i genitori.Nel sostegno a distanza qualsiasi soggetto, persona singola, coppia di fatto, coppia sposata, ecc., può aiutare un bambino di un qualsiasi paese del mondo a vivere in condizioni dignitose, a curarsi, a studiare o a prepararsi per un lavoro che in futuro gli dia sostentamento autonomo. In genere, questo supporto, effettuato tramite referenti o associazioni che operano all’estero, si traduce nell’invio di denaro e nello scambio epistolare.


(ok è una affermazione e non una domanda)
Queste affermazioni spesso denotano una profonda ignoranza della materia se non un vero e proprio razzismo!
Nessuno nega che l'adozione sia un percorso facile, spesso ci si confronta con problemi che non si immaginavano ed a volte i minori hanno bisogno di un'attenzione particolare per via del loro vissuto ed è per questo che gli enti cercano di formare gli aspiranti genitori che le associazioni come la nostra cercano di creare una "rete" di persone con lo stesso vissuto e con dei professionisti in materia. Ma quale genitore può affermare che sia facile crescere un figlio?

Indirizzi utili

Oltre a ricordarvi di contattarci per consentirci di approfondire la conoscenza e chiarire qualche dubbio ri rimandiamo al sito della commissione adozioni, organo del governo italiano dove potete trovare aggiornamenti ed informazioni ufficiali


www.commissioneadozioni.it


documenti ed altro

 Vi rimandiamo alle sezioni:
"Altro - Documenti" per leggere e scaricare alcuni opuscoli sull'adozione

"Da vedere/leggere" per un elenco di libri e film consigliati sull'argomento adozione.