Ecco l'ultima lettera inivatami da Marco e Barbara dal Burkina
Diario da Ouagadougou, ...
Allora stasera si parte e si torna in Italia; dopo una suspense dell’ultimo minuto, il passaporto di Hubert è
arrivato Lunedì mattina.
E’ difficile raccontare queste ultime giornate, non tanto per quanto abbiamo fatto, ma per la sensazione legata alla partenza. Grace è contenta di tornare a casa per vedere i suoi compagni,le sue maestre, i suoi nonni, gli zii e gli amici, cos' come lo siamo noi,ma al tempo stesso è molto dispiaciuta e non vorrebbe partire. Le piace stare qui,probabilmente ancor di più perché in vacanza con la sua mamma ed il papà, con il nuovo fratellino, con poca scuola da fare e tante gite in motorino da godersi.

Ha chiesto perché non possiamo fare come degli amici che si sono trasferiti a new york.
Gli ho spiegato che si sono trasferiti per tre anni… e che in questo caso anche lei dovrebbe andare a scuola. Allora Grace si è spiegata meglio ed mi ha detto che vuole restare in Burkina, ma in vacanza, per conoscere bene tutto il Paese e l' Africa, insomma come avrete capito è una furbacchiona.
Vedremo cosa racconterà a Voi del Burkina. Sicuramente noi siamo contenti che lei sia ritornata nel suo paese di origine   e di questi giorni che ha trascorso qui.
Non ce ne vogliano le maestre ma pensiamo che questo mese sia stato tanto importante lei.
L'evento familiare più importante di questi ultimi giorni è il fatto che hubert ha cominciato a camminare: fa delle grosse camminate in casa e fuori, senza grossi problemi e senza scarpe, sia sulla terra che sui sassi etc….
Anche lui poi, geloso della sorella, ha voluto andare dal parrucchiere; 50 centesimi per il taglio !!!!!
Visto che al nostro rientro avremo modo di raccontarvi meglio il nostro soggiorno e di condividere con voi le sensazioni provate, abbiamo pensato di dedicare questo ultimo diario a ricordare brevemente le persone che restano: i burkinabe che abbiamo conosciuto e che in un  modo o nell’altro fanno parte della nostra storia e soprattutto di quella dei nostri bambini.
Ovviamente, tutte le nonou della Poupponiere (orfanotrofio) che seguono con affetto questi 40 e più bimbi dell’Orfanotrofio, dai 0 ai 3 anni. Ieri sera siamo andati a trovarli
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 Ovviamente ricordiamo i bambini della Pouppe: qualcuno andrà in adozione, qualcuno rientrerà nella famiglia allargata; qualcuno in un Orfanotrofio per bambini più grandi.
E perché non ricordare il guardiano della missione Pascale, dalle 7 di mattina alle 7 sera sotto i 40 gradi con una divisa inclusa di scarponi da montagna, la cui sola compagnia è una vecchia radio a pile e qualche giornale vecchio e che come tutti si ciba solo di gombo e riso; allora abbiamo cominciato a portargli del caffè italiano e non certo perché facesse meglio la guardia.
e poi le bambine che silenziose venivano a giocare con grace; silenziose sia perché grace non parlava francese ma soprattutto per la presenza di noi adulti. Quando mai un bimbo gioca con la presenza di un adulto in Africa?
Del sarto Ousmane e delle signore del mercato abbiamo già parlato,  così come di Pascaline dell'associazione che ha curato tutto i nostri documenti e proprio stamane siamo andati a trovare nella sua semplice casa, nel nostro ultimo lungo viaggio in motorino: quasi 40 minuti per andare e 40 per tornare.
Perché non ricordare le commesse dei piccoli supermercati; grandi sorrisi ed affetto nei confronti di Grace ed Hubert, ma sempre pronte a “recuperare” dal resto 100 CEFA (20cent)in più, il che la dice lunga sulla vita difficile in burkina!!!!!!!
In realtà qualche volta cercavano di “recuperare”, ma alcune volte sbagliavano proprio il conto, anche a nostro favore.
A parte i “grossi supermercati”, il lettore di codice non esiste e tutti i prodotti venduti vengono rigorosamente registrati in un quadernone a quadretti, come si fa quando si gioca al mercato ed i conti sono fatti con la calcolatrice!!!!
E poi il ragazzo delle brochette e del pane; alla fine era lui che faceva credito a noi, perchè noi arrivavamo spesso senza monete piccole!!!!
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E non si può che finire con il nostro amico Abdu con cui abbiamo condiviso molto tempo in queste giornate.
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E’ una persona molto affettuosa,  di 42 anni, che abbiamo conosciuto nel 2003, e con il quale siamo rimasti in contatto, anche se alcune volte contatto è una parola grossa, erano quasi 8 mesi che non ci sentivamo.
E’ bastato incontrarci ed era un pò come se ci fossimo salutati qualche giorno prima…
Lui ci da una mano su tutte le piccole cose: trovare la moto, accompagnarci in qualche visita, in qualche mercato particolare, eetc...non come una guida ma come fosse un amico che ospita un altro amico nella sua città e non vuole fargli mancare niente; e facendo in modo di farci spendere quello che è giusto spendere e che spenderebbe lui… o meglio che spenderebbe un burkinabè con qualche soldo; perché lui di soldi  non ne ha proprio, senza un lavoro e senza una lira ( ma proprio senza nulla!!!!!) e con una grande famiglia da mantenere.
Noi cerchiamo di aiutarlo, oltre che dandogli un “salario burkinabe” per questo mese che passa con noi, aiutandolo nelle esigenze primarie:
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abbiamo contribuito all'iscrizione alla scuola dei suoi bambini (Kabiro, LAtifa e comunque tutti quelli della famiglia allargata che deve contribuire a nutrire), nell'acquisto del materiale scolastico, nelle riparazioni della moto, nelle medicine per qualche componente della famiglia allargata, nell’allacciamento dell’acqua, nell'acquisto del cemento perché la casa che si è costruito con mattoni di terra non cada: insomma  i bisogni primari.
Certo sono tanti i burkinabè, grandi e piccoli, che hanno bisogno di aiuto; noi cerchiamo di farlo nel piccolo nei confronti della sua famiglia.
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Forse non saremo stati così interessanti come nel raccontarvi le nostre avventure, ma a noi faceva piacere anche questo.

Ci vediamo presto in Italia,

Ciao Burkina,
Ubiiiii, grace, barbara e marco

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