Eravamo tanti, tantissimi, grandi e bambini una festa per tutti.

Ci siamo visti a Carignano nel pomeriggio (biellesi e genovesi una ventina fra grandi, piccini e ... una nonna). Una partenza in sordina per una gita che piano piano è cresciuta fino alla sera quando eravamo quasi settanta.

batya__lucca_002.jpgE visto che gita era programmata, gita è stata. Abbiamo così deciso, con gli amici di Lucca, di fare un giro turistico nella città, nasi in alto a vedere i magnifici palazzi ed occhio ai negozietti che ammiccavano luccicanti fino alla grande festa della sera. Eravamo veramente tantissimi ed abbiamo prenotato l'intero ristorante, abbiamo cenato ed abbiamo condiviso le esperienze che qualcuno di noi aveva vissuto attraverso il filmino girato in Burkina Faso da Beppe e montato a Lucca da Paolo Casentini ed una serie di fotografie scattate da Giovanni, Giovanna e Laura Camandona in Palestina. Eravamo veramente una grande famiglia con bambini e ragazzi che scorazzavano liberi.

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Viste le anticipazioni sul testo della la nuova Convenzione europea sulle adozioni che dovrebbe essere approvata a maggio, d'accordo con altri soci, ho ritenuto doveroso pubblicare alcune riflessioni in merito, del tutto personali, che avrebbero il piacere di aprire un dibattito pubblico all’interno dell’associazione.

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E’ di questi giorni la notizia apparsa sui maggiori quotidiani di una coppia di sposi inglesi, i quali si sono sposati ignorando di essere gemelli adottati da famiglie diverse.

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secXIXrid.jpgPubblichiamo l'inchiesta apparsa ieri (18 Febbraio 2008) sul giornale IL SECOLO XIX di Genova.

 

Nell'articolo sono citati sia la nostra associazione che Maurizio e Giovanni che hanno collaborato nella stesura dell'articolo.

 

Leggi l'articolo

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Innanzitutto un augurio ai bambini e ai ragazzi. Tutti. Per primi a quelli, in Italia e nel mondo a cui abbiamo promesso di dare una famiglia, un affetto vero e duraturo, ma per i quali non abbiamo ancora mantenuto la parola data. Vi chiediamo scusa, ma rinnoviamo il nostro impegno. Anche nel Natale 2008 dovremo chiedere scusa a molti di voi. Speriamo che siate in numero minore. Speriamo di essere noi in numero maggiore a rinnovare l'impegno.
 
Poi un augurio a quelle madri che, perché disperate, perché ferite, perché a loro volta lasciate sole, trascurate, picchiate, violentate dalla vita e da qualcuno, o semplicemente perché bambine, non hanno potuto scegliere che abbandonare i loro figli. Ci impegnamo a moltiplicare gli sforzi perché ci siano meno madri disperate.
 
 

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aggiornato il 31 01 2008 alle 13:45 

Lettera inviata al Secolo XIX di Genova 

Quante siamo??? Tantissime. Fino a quando non si entra in questo “universo” siamo invisibili….ma nel momento in cui si decide di dare la propria disponibilità ad accogliere come figlio un minore si ci rende conto che siamo….un esercito. Ognuna di noi diversa … arrivate alla consapevolezza di voler creare una famiglia per strade diverse.  

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