Pubblichiamo, sempre con immenso piacere, un altra lettera di Giorgio

"Inostra figlia Sewalem ha deciso di ricevere il Battesimo.
La sua decisione, accolta da noi tutti con molta felicità, nasce dal fatto che non esiste certezza che la piccola abbia ricevuto o meno il Sacramento in Ethiopia.
Come sapete il nostro Parroco, Don Danilo, è un Parroco "fuori dagli schemi". Dopo aver presentato alla Comunità la nostra bimba, al pari di tutti gli altri nuovi arrivi, ha deciso di stupirci con un altro "effetto speciale". 
Il documento allegato, letto dal nostro Don durante la Cerimonia, rende benissimo l'idea di quello che è l'amore che noi genitori possiamo e dobbiamo dare ai nostri bambini.
 Ma esprime altrettanto bene l'unica chiave di lettura possibile di un episodio estremamente negativo come il decesso dei genitori naturali.
 Per noi è stata una lettura assolutamente emozionante... e spero possa essere d'aiuto per altri genitori adottivi che potranno, se lo vogliono, trovare in questo documento una piccola risposta ad una grande possibile futura ed importante domanda ......."

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Il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza ha inviato, il 17 novembre scorso, questa lettera al Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini:

Egregio Min. Gelmini,

le sottoscriventi associazioni del Gruppo CRC, esprimendo la propria preoccupazione in merito alle disposizioni urgenti recentemente approvate, Le scrivono per richiedere alcune informazioni, e per confermarLe il nostro impegno di monitorare l’impatto che tale legge avrà in termini di conformità alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC), in particolare attraverso il Rapporto Supplementare per le Nazioni Unite che verrà predisposto dal Gruppo CRC nel corso del 2009.

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Ieri, 1 settembre 2008, è apparsa nella rubrica "ditelo a Maggiani" del giornale il Secolo XIX di Genova la lettera di due "aspiranti" madri adottive che potete leggere QUI.
La nostra associazione ha deciso di rispondere con la seguente lettera inviata alla stessa rubrica.

 
 
                   Egregio Dott. Maggiani,
 

in quanto Associazione di Famiglie per l’Accoglienza, l’Affidamento e l’Adozione, vorremmo rispondere alle signore Mosca e Piloro che Le hanno mandato alcune loro osservazioni sul Tribunale per i Minorenni e sull’Adozione Nazionale e Internazionale. 

 Naturalmente non spetta a noi difendere o giustificare i comportamenti e gli atteggiamenti (o le impressioni che degli stessi hanno tratto le due signore) del personale addetto alla Cancelleria Adozioni del Tribunale per i Minorenni di Genova ma ci pare utile proporre alcune semplici considerazioni.

 Poco più di un anno fa (il 17 agosto 2007) i Media hanno fatto un gran parlare di “Giorgio” il bambino abbandonato a Nichelino (TO) ma nessuno ha poi detto o scritto una parola sul fatto che, essendo tale bambino “abbandonato”, ha certamente ed immediatamente trovato una famiglia disponibile ad accoglierlo ed adottarlo e lo stesso vale per le centinaia di minori che, in Italia, vengo adottati ogni anno con l’adozione nazionale perché non riconosciuti alla nascita o abbandonati o, infine, perché nati in una famiglia definitivamente non in grado di dar loro quella assistenza materiale e morale a cui hanno diritto.

 Anche nel caso della risposta a questa lettera (e nella lettera stessa) alcuni termini vengono invertiti. Purtroppo nel nostro paese i bambini abbandonati esistono ma non sempre sono adottabili ed allora bisognerebbe spiegare perché questo succede; capire perché, nel terzo millennio, il vincolo di sangue prevale ancora sul diritto di ogni bambino ad avere una famiglia; approfondire perché c’è ancora qualcuno che pensa che l’adozione sia “fare del bene” mentre, in realtà, è far incontrare due esigenze: quella del bambino ad avere una famiglia e quella della famiglia ad accogliere un bambino; far sapere che accogliere un bambino con l’adozione internazionale non è “lucrare e comprare bambini o dare mazzette” e che non è vero che bisogna avere 20/25.000 euro a disposizione per adottare all’estero. 

  Ancora una volta, ci accorgiamo che, se da una parte può esserci stato un modo non troppo corretto di accogliere la famiglia, dall’altra parte c’è ancora una pessima informazione sull’argomento e, forse, una incolpevole impreparazione da parte degli aspiranti genitori.
 
Genova, 1° settembre 2008
 
Giovanni Battista Minuto

Batya – associazione per l’accoglienza, l’affidamento e l’adozione

335/xxxxxxx
 
{mxc}
 

 

 

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La guerra dei numeri.

Una trentina di anni fa un nostro amico era stato a Pompei ed aveva visto, di fianco alla porta del santuario (uno a destra ed uno a sinistra), due casermoni che "contenevano" ciascuno almeno un migliaio di bambini.

Erano i cosiddetti "orfani".

Grazie allo sconvolgimento che tale spettacolo aveva causato in lui, ha scelto di diventare famiglia accogliente e, da allora, molti sono stati i bambini e le bambine che sono "passati" da casa sua sul percorso di trovare una famiglia "tutta per loro".

Nonostante la Legge 149/2001, abbiamo letto - sul Redattore Sociale prima e su vari giornali poi - che c'è ancora chi difende un "passato" che migliaia di bambini vorrebbero non fosse mai esistito e c'è chi, pur non avendo alcuna certezza, indica cifre a caso. Cifre che vorrebbe confermassero la propria tesi.

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La news dell'Ansa

ADOZIONI: MUSSOLINI,APRIRE MAGLIE LEGGE CHE IMPRIGIONA BIMBI ROMA

(ANSA) - ROMA, 28 LUG - "La priorità per un buon governo e per una società che si definisca civile è la drastica riduzione, fino ad arrivare all'azzeramento, della permanenza dei bambini negli istituti o case famiglia": Alessandra Mussolini, presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia, ribadisce la necessità di ampliare la adottabilità dei bambini per coppie conviventi e single. "E' prioritario per ogni bambino avere un amore esclusivo - dice Mussolini - i bambini non vengono adottati, soprattutto quelli italiani, perché non viene dato loro lo stato di adottabilità. Modificare una legge che non ha ridotto la presenza dei bambini ma, anzi, ne ha aumentato il numero di permanenza negli istituti, è un imperativo morale per cambiarla. Mancano i controlli all'interno degli istituti, manca una banca dati e vengono dirottate le coppie alle adozioni

internazionali: questo deve finire". "Bisogna aprire le maglie di una legge che imprigiona i bambini - conclude - anche favorendo l'adozione per coppie conviventi e single". (ANSA).

E la risposta della nostra associazione

L’aspetto positivo del comunicato stampa della Presidente della Commissione parlamentare Infanzia, On. Alessandra Mussolini, è la decisa presa di posizione sugli istituti.

 

La dichiarazione rilasciata dalla Presidente all’Ansa il 28 luglio scorso si apre affermando che “La priorità per un buon governo e per una società che si definisce civile è la drastica riduzione, fino ad arrivare all’azzeramento, della permanenza dei bambini negli istituti o case famiglia”.

E’ un’affermazione importante, e da qui’ devono partire tutta una serie di considerazioni e azioni che da sempre noi auspichiamo.

 

L’On. Mussolini aggiunge: “E’ prioritario per ogni bambino avere un amore esclusivo- i bambini non vengono adottati, soprattutto quelli italiani, perché non viene dato loro lo stato di adottabilità……Mancano i controlli all’interno degli istituti, manca una banca dati…..”.

Il problema è proprio questo.

Da tempo molte Associazioni che si occupano di adozioni, e Batya tra queste, invocano maggior attenzione e decise azioni per ridurre e “azzerare” , come suggerisce anche l’On. Mussolini, la permanenza di bambini negli istituti.

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Mantova, 13/14 settembre 2008

 
 

Quella delle gite sta diventando una piacevolissima abitudine per la nostra Associazione e per tutti i nostri amici. Dopo quella di Lucca a fine marzo ci siamo rivisti in quel di Mantova sabato 13 e domenica 14 settembre.

 

Grandi e bambini ci siamo ritrovati all’Hotel La Rocca di Nogarole Rocca (VR) arrivando alla spicciolata (qualcuno anche il giorno prima) sotto un diluvio veramente eccezionale. Ma se il maltempo pensava di farci un dispetto e rovinarci la festa, anche stavolta abbiamo vinto noi e, cambiando i nostri programmi, siamo riusciti nel nostro intento di discutere fra di noi per organizzare le nostre attività e divertirci con i nostri ragazzi.

 

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